Screening prenatale non invasivo. 

 

      Lo spostamento dell’età riproduttiva oltre i 30 anni, determinato dalle nuove esigenze sociali, il progredire della ricerca e dello  sviluppo della biologia molecolare, hanno indotto ad implementare sistemi di diagnosi prenatale non invasivi atti ad individuare anomalie cromosomiche fetali come la trisomia 21 (sindrome di Down) e la trisomia 18 (sindrome di Edwards); poiché queste costituiscono le aneuploidie che, con maggiore prevalenza, sono riscontrabili alla nascita.

        Attualmente la sensibilità delle metodiche non invasive per lo screening statistico della trisomia 21 e della trisomia 18 non supera, al meglio, il 92%.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

        

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