Senologia. 

 

     Sarà trattata in maniera sintetica lo “stato dell’ arte” delle indagini diagnostiche impiegate per lo studio delle malattie della mammella.

     AUTOESAME

     È l’ esame fondamentale in senologia clinica, rappresenta una base di partenza per ulteriori accertamenti strumentali.

  • Auto-ispezione: davanti allo specchio per osservare asimmetrie delle mammelle, dei capezzoli e dei loro profili. Durante questa fase si devono compiere manovre di contrazione muscolare e movimenti con le braccia per accentuare eventuali modificazioni del profilo mammario.
  • Palpazione per valutare sede, consistenza mobilità e rapporti; presenza di asimmetrie, tumefazioni alla palpazione; presenza di adenopatie ascellari.

        Circa il 70 % delle donne operate ogni anno per carcinoma mammario scopre da sola la malattia.

     ESAME CLINICO

    L’ esame clinico della mammella, consiste di alcune fasi: la manovra deve essere eseguita in posizione supina; il braccio omologo è posto sopra alla testa, mentre i polpastrelli della mano controlaterale fanno scivolare la pelle sulla ghiandola e successivamente la ghiandola sul piano muscolare; la manovra inizia con movimenti centrifughi dal capezzolo verso la periferia della mammella, da destra a sinistra e dall’ alto in basso. Durante la manovra è esplorato sistematicamente il cavo ascellare per valutare il prolungamento ascellare e la catena linfonodale. Il capezzolo è delicatamente spremuto per ricercare eventuali secrezioni. Come parte finale della palpazione, il medico si pone alle spalle della Paziente e palpa le due mammelle contemporaneamente per potere meglio individuare asimmetrie.

    L’ esame deve essere eseguito  nel periodo compreso tra la fine della mestruazione e il periodo ovulatorio (14° giornata circa) quando la ghiandola mammaria è più“sgonfia”.

     TERMOGRAFIA

     Con questo esame è misurata l’ emissione di calore della mammella o da parte di alcuni settori di essa. Sono impiegati diversi strumenti per la rilevazione:

  • Termografia per contatto con cristalli liquidi di colesterolo incapsulati: assorbendo la radiazione termica (infrarossi) emettono radiazioni visibili all’ occhio umano; il colore emesso dai cristalli liquidi varia in rapporto alla temperatura: poiché ogni cristallo ha una caratteristicaemissione, per una perfetta esecuzione della termografia è necessario il contatto tra una misceladi cristalli (contenuti in piastre con escursione termica nota) e la cute della mammella.
  • Teletermografia: questa metodica permette la rilevazione a distanza della temperatura di un determinato distretto corporeo mediante apposita apparecchiatura.

     La metodica termografica permette la rilevazione di differenze di temperatura tra un’ area di riferimento e i quadranti mammari da studiare: partendo dal presupposto che il carcinoma ha un metabolismo elevato, tale metodica è in grado di rilevare le modificazioni della temperatura prodotta rispetto quella del fondo mammario.

      MAMMOGRAFIA E TECNICHE ASSOCIATE

    L’ impiego di radiazioni ionizzanti per l’ indagine delle malattie della mammella presuppone uno strumentario specifico appositamente costruito.

       La mammella è posta tra la sorgente di radiazioni e la pellicola: lo studio prevede diverse proiezioni.

      L’ esame permette di valutare lo stato della ghiandola e i suoi rapporti con la cute, i muscoli, le coste ed il capezzolo: il potere risolutivo è infinitamente piccolo e con un buon esame possono essere rilevate immagini di carcinoma delle dimensioni inferiori ai 3 mm di diametro; è l’ esame più attendibili per le lesioni di dimensioni inferiori ai 2 cm di diametro (T1).

    La mammografia rappresenta, insieme all'esame clinico, l'ausilio principale e insostituibile per la ricerca di lesioni mammarie in donne sintomatiche o in corso di screening: l’ esame ha una sensibilità diagnostica superiore al 90%.

       Le lesioni benigne mammarie hanno di solito caratteristiche di benignità: margini netti, smussi, aspetto omogeneo della lesione, calcificazioni grossolane,...

       Indicazioni alla mammografia nelle lesioni benigne:

  • Conferma della diagnosi clinica (possibile nel 97% dei casi)
  • Come ausilio nella diagnosi di lesioni di difficile interpretazione clinica
  • Per escludere eventuali lesioni neoplastiche associate, specie in donne a rischio.
  • Nella valutazione clinico-strumentale di lesioni sospette: da ripetere dopo almeno 4-6mesi.

 

      ECOGRAFIA

      L’Esame ecografico permette  di studiare la morfologia, la struttura, la topografia, le deformazioni della mammella, e, permette di conoscere le sue caratteristiche fisiche (solido, liquido). L’ indagine consente di rilevare, con apposite sonde, lesioni di dimensioni sino ai 3 - 5 mm di diametro. La sensibilità diagnostica è di circa il 60 -70 % (quando impiegata da sola). L’ esame è considerato come un ausilio alla diagnosi clinico-mammografica: è indicata per

  • un approfondimento diagnostico di lesioni palpabili o viste con la mammografia.
  • la caratterizzazione e il controllo delle opacità mammarie tondeggianti (cisti, fibroadenomi,...),
  • l’ accertamento di lesioni cistiche

 

      CITOLOGIA ED ISTOLOGIA

      Questi esami rappresentano la fase finale di un esame completo ove si è rilevata un’ anomalia sospetta a carico della mammella:

  • aspirato di masse solide
  • aspirato di cisti
  • secrezioni dal capezzolo
  • qualsiasi materiale prelevato dalla mammella e dai suoi annessi deve essere esaminata dall’anatomopatologo, soprattutto se la donna ha superato i 40 anni di età.

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