Menopausa. 

 

     Interruzione fisiologica delle mestruazioni dovuta a una ridotta funzione ovarica. Spesso si ha una diminuzione  della frequenza del sanguinamento (oligomenorrea), con una successiva amenorrea completa; tuttavia, per molte donne, il sanguinamento è più frequente, più importante o prolungato prima dell'inizio dell'oligomenorrea. La menopausa è confermata quando non si sono verificate mestruazioni per un anno.

     Qualunque sanguinamento vaginale in una donna che non ha mestruato per 6 mesi deve essere studiato.

 

     Mano a mano che l'ovaio invecchia, la risposta alle gonadotropine ipofisarie diminuisce, causando inizialmente delle fasi follicolari più brevi (quindi con cicli mestruali più brevi), delle ovulazioni meno frequenti, una ridotta produzione di progesterone e una maggiore irregolarità dei cicli. Infine, il follicolo cessa di rispondere e non produce più estrogeni. Questa fase di transizione, durante la quale una donna esce dallo stato riproduttivo, inizia prima della menopausa. È chiamata climaterio o peri-menopausa, anche se molte persone la considerano già menopausa.

 

       Sintomi e segni

 

       I sintomi del climaterio possono essere inesistenti o gravi. Le vampate di calore (vampate) e la sudorazione, secondarie all'instabilità vasomotoria, interessano il 75% delle donne. La maggior parte ha vampate per > 1 anno e il 25-50% per > 5 anni.

       I sintomi psicologici ed emotivi, inclusi l'affaticamento, l'irritabilità, l'insonnia, l'incapacità a concentrarsi, la depressione, la perdita di memoria, la cefalea, l'ansia e il nervosismo, possono essere correlati alla deprivazione degli estrogeni e allo stress dovuto al passare degli anni e al cambiamento dei ruoli. L'interruzione del sonno, dovuta alle vampate ricorrenti, contribuisce ad aumentare l'affaticamento e l'irritabilità. Si possono verificare vertigini intermittenti, parestesie, palpitazioni e tachicardia. Sono comuni anche la nausea, la stipsi, la diarrea, le artralgie, le mialgie, il senso di freddo alle mani e ai piedi e l'aumento del peso.

           L'importante riduzione nella produzione di estrogeni causa dei profondi cambiamenti a livello della parte inferiore dell'apparato genitale; p. es., la mucosa vaginale e la cute vulvare diventano più sottili, la normale flora batterica si modifica e le piccole labbra, il clitoride, l'utero e le ovaie diminuiscono di dimensioni. L'infiammazione della mucosa vaginale (vaginite atrofica) può conferire alla mucosa un aspetto a fragola e una pollachiuria con tenesmo urinario, secchezza vaginale e dispareunia. Le donne tendono a perdere il tono dei muscoli pelvici e a sviluppare un'incontinenza urinaria, cistiti e vaginiti. La riduzione della libido è un disturbo frequente.

          L'osteoporosi è uno dei principali fattori di rischio per la salute correlato alla menopausa. La massa ossea si riduce, in media, dell'1-2%/ anno dopo la menopausa; la perdita più rapida si verifica durante iprimi 2 anni di deficit estrogenico. Circa il 25% delle donne in post-menopausa ha una grave osteoporosi e il 50% delle donne che non assumono estrogeni subirà una frattura ossea nel corso della vita.

 

       Diagnosi e terapia

 

       La menopausa è, in genere, ben riconoscibile. Nelle pazienti più giovani la diagnosi è sostenuta dall'aumento dei livelli sierici di FSH. Devono essere escluse le malattie endocrine, come le malattie della tiroide e il diabete mellito.

 

       La terapia estrogenica sostitutiva allevia le vampate e gli altri sintomi e riduce il rischio di osteoporosi e di cardiopatia. Tuttavia, nelle donne che hanno l'utero, una terapia estrogenica non bilanciata aumenta il rischio di neoplasia dell'endometrio Per le donne con l'utero, il trattamento appropriato è rappresentato dalla terapia combinata con estrogeni e progestinici, che riduce questo rischio.

 

       Ci sono delle evidenze che correlano l'uso degli estrogeni con il cancro della mammella, ma non sono conclusive. La maggior parte delle evidenze indica che se gli estrogeni aumentano il rischio di cancro della mammella, lo fanno in un piccolo gruppo non definito di donne.

 

       L'uso di estrogeni per via orale o vaginale può far regredire l'atrofia vaginale sintomatica, la vaginite, l'atrofia delle basse vie urinarie (specialmente dell'uretra e del trigono della vescica), la pollachiuria, la disuria e talvolta l'incontinenza.

 

       Gli estrogeni sono di solito somministrati in modo continuativo. Sono assunti oralmente una volta al giorno, ogni giorno del mese o possono essere somministrati per via transdermica . La dose viene aumentata sulla base dei sintomi. Se la paziente ha l'utero, un progestinico viene somministrato con gli estrogeni ogni giorno.

 

       Un sanguinamento irregolare si può verificare durante il primo anno della terapia continua, ma alla fine scompare. Durante il primo anno di terapia è indicata una biopsia endometriale se si verifica un sanguinamento importante e irregolare; può essere d'aiuto l'ecografia; se lo spessore endometriale è 5 mm, la probabilità di un'iperplasia o di un cancro è bassa.

 

       In alternativa, gli estrogeni possono essere somministrati ogni giorno e il progestinico somministrato solo in alcuni giorni del ciclo (dal giorno 1 al giorno 25).

 

       Gli estrogeni topici possono essere usati per le modificazioni atrofiche della vagina e per la dispareunia sia che la paziente assuma o meno degli estrogeni orali. Gli estrogeni sono prontamente assorbiti in circolo dalla mucosa vaginale e possono causare dei sanguinamenti nelle donne che hanno l'utero. Se queste donne usano per un lungo periodo degli estrogeni topici, deve essere associato un progestinico.

 

       Le controindicazioni alla terapia estrogenica includono una storia di neoplasia estrogeno-dipendente dell'endometrio (solo gli stati avanzati) o della ma mmella, ricorrenti tromboflebiti o tromboembolie, un sanguinamento uterino da causa non diagnosticata e la presenza o la storia di una grave epatopatia. Le controindicazioni relative includono una storia di tromboflebite e di intolleranza alla terapia estrogenica.

 

da www.msd-italia.it

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