Preservazione tessuto ovarico. 

 

     La prima gravidanza da tessuto ovarico crioconservato e scongelato fu ottenuta nel topo già nel 1960, ma soltanto negli ultimi quindici anni sono stati messi a punto protocolli di congelamento e scongelamento innovativi che hanno consentito di ottenere risultati incoraggianti nel modello animale e di aprire la sperimentazione al modello umano.

     Oggi la crioconservazione del tessuto ovarico rappresenta una delle strategie più ambiziose nel tentativo di preservare la fertilità in donne con patologie (prevalentemente oncologiche) in grado di compromettere la riserva follicolare ovarica e le possibilità riproduttive.

    La crioconservazione di frammenti ovarici e' applicabile anche nel caso di pazienti in età pediatrica, non presuppone alcuna stimolazione ormonale dell'ovaio e da una biopsia ovarica è possibile ottenere centinaia di follicoli primordiali contenenti ovociti immaturi, che risultano molto resistenti ai processi di congelamento e scongelamento.

      Indicazioni alla crioconservazione di frammenti ovarici umani

    Le situazioni nelle quali puo' trovare applicazione la crioconservazione di frammenti ovarici allo scopo di preservare la fertilita' sono le seguenti:

     - Pazienti affette da neoplasie: le nuove strategie antitumorali hanno portato negli ultimi anni ad un progressivo aumento della sopravvivenza media delle bambine e delle giovani donne affette da neoplasie.  

      I trattamenti chemio e radioterapici sono in grado di causare in una percentuale rilevante delle pazienti oligo/amenorrea transitoria o persistente e, nel lungo periodo, menopausa precoce; tali terapie, inoltre, sono in grado di danneggiare in maniera imprevedibile il patrimonio genetico degli ovociti.

       - Rischio di ovariectomia bilaterale effettuata come trattamento di cisti ovariche benigne, per esempio nell'endometriosi recidivante o nel caso di teratomi benigni bilaterali.

        - Storia familiare di esaurimento ovarico precoce in pazienti la cui madre e' andata in menopausa prima dei 42 anni e che corrono un rischio aumentato di esaurimento precoce della funzione ovarica, che puo' sopravvenire anche in giovanissima eta' (prima dei 30 anni).

       Sono state ottenute gravidanze spontanee dopo ritrapianto di frammenti ovarici crioconservati sia nel ratto (22), sia nella pecora (23, 24) e recentemente anche nella donna (45).

 

       Tecniche di prelievo del frammento ovarico

       Il tessuto ovarico destinato alla crioconservazione viene di norma prelevato nel corso di un intervento laparoscopico, a meno che la paziente non debba essere sottoposta a laparotomia per altra indicazione. L'intervento in laparoscopia presenta notevoli vantaggi:

     - la possibilità di essere effettuato con minimo preavviso evitando così di dover posticipare qualsiasi tipo di terapia oncologica;

     - la bassissima percentuale di complicazioni intra- e post-operatorie;

     - la breve durata dell'intervento (15-20 minuti);

    - l'assenza di esiti aderenziali a distanza in sede di prelievo.

    I frammenti possono essere prelevati incidendo superficialmente la corticale ovarica mediante forbici da laparoscopia o utilizzando uno specifico strumento metallico studiato per ottenere frammenti di 5 mm di diametro e 2-3 mm di spessore.

   Tecnica di congelamento e scongelamento del tessuto ovarico umanoLa maggior parte dei protocolli attualmente in uso prevede il congelamento lento associato allo scongelamento rapido. I frammenti ovarici, posti nel terreno di congelamento all'interno di criotubi, vengono raffreddati gradualmente mediante un congelatore programmabile e successivamente immersi in azoto liquido, ove possono essere conservati per un tempo indeterminato (26).

    Sono allo studio, inoltre, tecniche di congelamento ultra-rapido in presenza di elevate concentrazioni di crioprotettori (vitrificazione), già applicate con successo nella crioconservazione del tessuto ovarico umano fetale.

     

      Autotrapianto del tessuto ovarico dopo lo scongelamento

    Il problema più complesso con cui fare i conti e' rappresentato dalla sopravvivenza allo scongelamento dei soli follicoli primordiali, i quali contengono ovociti immaturi, diploidi e completamente inadatti alla fertilizzazione. La maturazione di questi follicoli e degli ovociti in essi contenuti e' il requisito fondamentale per ottenere la gravidanza.

   Le strade percorribili per raggiungere questo scopo sono diverse, ma la piu' promettente allo stato attuale sembra essere quella dell'autotrapianto. Si tratta del posizionamento dei frammenti ovarici crioconservati nella sede originaria (fossetta ovarica) mediante autotrapianto per via laparoscopica.

 

     Conclusioni

      La preservazione della fertilita' delle bambine e delle giovani donne, soprattutto quelle che si devono sottoporre a trattamenti oncostatici, e' un'esigenza fondamentale per le pazienti nell'ambito di un sistema sanitario evoluto che si faccia carico anche della qualita' della vita futura delle pazienti.

   Le tecniche attuali consentono di crioconservare per lunghissimo tempo frammenti di ovaio umano con buoni risultati in termini di sopravvivenza follicolare dopo lo scongelamento. I numerosi studi attualmente in corso in questo campo miglioreranno ulteriormente la "survival rate" degli ovociti e dei follicoli crioconservati. Le gravidanze recentemente ottenute dopo ritrapianto del tessuto crioconservato, ancorchè casi isolati, dimostrano la fattibilità di preservare la fertilità femminile con questa metodica e accendono la speranza per centinaia di migliaia di pazienti. Attualmente però non esistono dati conclusivi sull'efficienza e sulla sicurezza assoluta della procedura, che possono infatti variare da caso a caso in modo ancora non prevedibile. 

 

News

  • 1
  • 2
  • 3
  • 4

Foto ringiovanimento vaginale

11-09-2013

Le nuove tecnologie, soprattutto laser, permettono oggi con trattamenti miniinvasivi, la chirurgia ricostruttiva intima femminile, il rimodellamento dei genitali, il...

Read more

La frammentazione del DNA sper…

03-07-2013

Il materiale genetico, o D.N.A., presente all'interno degli spermatozoi  può presentare delle rotture o delle lesioni. Il test di valutazione dell’indice...

Read more

Nuova tecnica per la ICSI

03-07-2013

Di recente è stata sviluppata una nuova tecnica nel campo della fecondazione in vitro (FIV) che è complementare alla classica...

Read more

La proteina "cicogna…

02-07-2013

Scoperta proteina 'cicogna', cruciale per gravidanza Roma, 1 lug. (Adnkronos Salute) -  Già presente nel fegato, ora si è scoperto che...

Read more

Sede

Dott. Antonio Castelli - Via Libertà 195 - 90144 Palermo

 

DOCVADIS        Medicitalia

Copyright Antonio Castelli 2013