Le nuove tecnologie, soprattutto laser, permettono oggi con trattamenti miniinvasivi, la chirurgia ricostruttiva intima femminile, il rimodellamento dei genitali, il ringiovanimento vaginale, il trattamento dei disturbi legati all'atrofia menopausale e al traumatismo post-parto.

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Il Ringiovanimento Vaginale laser: ultima frontiera della rivoluzione laser nella foto ristrutturazione tissutale
Antonio Castelli, MD
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Per i dieci milioni di donne italiane in menopausa, un problema non da poco è l’atrofia vaginale, ossia la modificazione della struttura del tessuto vaginale e degli organi vicini che determina irritazione, bruciore, prurito, secchezza, infiammazioni, lievi perdite di sangue, perdite persistenti e di cattivo odore. Il problema riguarda almeno il 40% delle donne in menopausa . Oggi viene proposta una soluzione innovativa ed ad alta tecnologia che sfrutta i progressi nelle applicazioni dei nuovi laser in ginecologia.
Il foto ringiovanimento vaginale è un vero trattamento di “rigenerazione” dei tessuti vaginali, che migliora lo stato della mucosa che riveste le pareti della vagina attraverso procedure mini-invasive laser-assistite. Il nuovo sistema laser frazionato a CO2 con caratteristiche specifiche studiate per la struttura vaginale, permette di diffondere l'irraggiamento laser negli strati più profondi, riattivando la sintesi di sostanze del collagene vaginale con immediato effetto di ringiovanimento tissutale. Tutto questo con minimo traumatismo delle strutture più superficiali.
Questa procedura non è un trattamento estetico, come si pensa ogni volta che si parla di "ringiovanimento", infatti l'azione benefica del trattamento permette un recupero di quella funzionalità che a livello vaginale si perde col passare del tempo e che porta in oltre il 50% delle donne a quella sintomatologia della menopausa caratterizzata da:
secchezza e difficoltà ai rapporti, prurito e bruciore intimo frequente, lassità e perdite urinarie sotto sforzo.


Procedure
La procedura laser-assistita è mini-invasiva e viene eseguita in uno studio medico, ambulatorialmente o in day-hospital; non prevede né incisioni, né punti di sutura, e non necessita di più di un'ora di tempo per singola seduta. Il trattamento NON richiede di norma nessuna anestesia, tuttavia se una paziente lo desidera può essere comunque utilizzato un anestetico in crema. I risultati sono evidenti già dopo la prima seduta; normalmente si consiglia di effettuare un ciclo completo di 4-5 sedute a intervalli di 45-60 giorni. Il numero di sedute può tuttavia cambiare a seconda del livello di atrofia vaginale da trattare. Solo il ginecologo specialista del settore, dopo un'accurata visita, potrà valutare e consigliarti il piano terapeutico più indicato.


Azioni benefiche
L'azione di stimolazione del laser sul collagene migliora lo stato della mucosa che riveste le pareti
della vagina e facilita la reidratazione e il recupero funzionale dei tessuti vaginali. Agendo su fattori
che determinano secchezza, fragilità e perdita di elasticità della mucosa, il trattamento rigenerante può eliminare quelle sensazioni fastidiose di prurito, irritazione e dolore, rese particolarmente acute durante il rapporto sessuale. Col laser a CO2 frazionato è possibile trattare efficacemente anche quei casi in cui la vagina dilatata (wide vagina) è conseguente a una perdita di tono della mucosa, quando essi non presentino problemi come il prolasso vaginale.
Questo processo di stimolazione e ringiovanimento coinvolge cellule e tessuti e richiede alcune
settimane per essere portato a termine. I risultati saranno quindi maggiormente apprezzabili
dopo un mese e mezzo circa dal termine del trattamento. Dagli studi condotti, dopo il trattamento laser frazionato vaginale , abbiamo una risoluzione delle problematiche legate alla secchezza vaginale nel 67-74% dei casi, alla dispareunia nel 62-64%, alle senzazioni di bruciore ed irritazione nel 50-65%, alla lassità nel 54% dei casi già dopo i primi trattamenti (American Journal Cosmetic Surgery 2011, Studi San Raffaele Milano 2012).


Tempi di recupero
I rischi per le pazienti trattate con con il foto ringiovanimento laser CO2 frazionato sono minimi:
la maggior parte delle donne riferisce solo di effetti collaterali transitori, di leggeri arrossamenti o
lievi gonfiori: piccoli fastidi non allarmanti immediatamente successivi alla seduta , che solitamente si risolvono con un giornata o due di riposo. Il ginecologo specialista del settore ti darà indicazioni più specifiche sugli accorgimenti da adottare per accelerare il recupero.


Per quali donne non è indicato il trattamento lase r di foto ringiovanimento ?
Non ci sono criteri di esclusione assoluti se non quelli collegati a patologie gravi sia locali che sistemiche; in linea di massima tutte le donne in età menopausica ne possono beneficiare, ma sarà il ginecologo specialista del settore a determinare la vostra compatibilità con tale trattamento.


Bibliografia
Gaspar A, Addamo G, Brandi H. Vaginal Fractional CO2 Laser: a minimally invasive option for vaginal rejuvenation. Am J Cosm Surg (2011), 28, 3, 156-162
Giraldi A, Levin R. Vascular physiology of female sexual function (2006) in Taylor-Francis, London
Goldstain I et al. Women's sexual function and dysfunction. Study diagnosis and treatment. Taylor-Francis (2006) 174-180
Stephens DJ. Cell biology: collagen secretion explained. Nature (2012) 482, 474-75.

Il materiale genetico, o D.N.A., presente all'interno degli spermatozoi  può presentare delle rotture o delle lesioni. Il test di valutazione dell’indice di frammentazione del D.N.A spermatico consiste, appunto, nel valutare la presenza di questi “danni” che,  non è correlata  con le caratteristiche morfologiche degli spermatozoi stessi.

Non è, quindi, evidenziabile con una semplice valutazione del liquido seminale ma è necessario eseguire specifici test. Occorre, inoltre, tener presente  che un ovocita di qualità, come ad esempio quelli di pazienti giovani e senza particolari problemi, è in grado di “riparare” i danni presenti nel D.N.A degli spermatozoi ma solo quando questi danni non sono eccessivi.

Quando questo processo di riparazione non avviene, è possibile che non si ottenga la fecondazione o non si formino embrioni di buona qualità. 

Valori elevati nell'indice di frammentazione del D.N.A spermatico possono essere dovuti sia a cause esterne (episodi febbrili molto forti, varicocele, esposizione a temperature elevate, infiammazioni acute o croniche) o a cause interne (scorretta maturazione degli spermatozoi).

Da quanto detto si evince come, la valutazione dell’indice di frammentazione del D.N.A spermatico, sia un esame importante da effettuare e come ad esso sia collegata la probabilità di ottenere una gravidanza.

Recenti studi hanno dimostrato come la terapia con agenti antiossidanti possa migliorare sensibilmente le percentuali di D.N.A frammentato.

Di recente è stata sviluppata una nuova tecnica nel campo della fecondazione in vitro (FIV) che è complementare alla classica microiniezione spermatica (ICSI) e che è stata chiamata IMSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi morfologicamente selezionati).

La IMSI consiste nell’effettuare, in tempo reale, una selezione previa degli spermatozoi da microniettare, mediante un microscopio invertito, dotato di molti più livelli di ingrandimento (circa 6000) rispetto a quelli habitualmente utilizzati nel laboratorio di riproduzione (400) per realizzare la ICSI.

Questo ampliamento permette di visualizzare la morfologia interna degli spermatozoi invisibile ai microscopi invertiti convenzionali e quindi evita di selezionare quelli che presentano anomalie a questo livello e che potrebbero compromettere l’esito del trattamento.

Questa tecnica è stata sperimentata persone di sesso maschile affetti da anomalie spermatiche severe e anche in casi di aborto ripetuto, come pure in seguito a ripetuti insuccessi di FIV.

Al momento si può considerare come una tecnica di studio più che una tecnica abituale da applicarsi in tutti i casi, poiché non ne sono state ancora totalmente stabilite né l’utilità né le sue corrette indicazioni, sebbene secondo i dati pubblicati fino ad ora, il suo futuro è promettente.

Scoperta proteina 'cicogna', cruciale per gravidanza

Roma, 1 lug. (Adnkronos Salute) -  Già presente nel fegato, ora si è scoperto che Lrh-1 ha un ruolo cruciale nella gravidanza. A verificare per la prima volta la sua presenza nell'utero umano è lo studio dell'Università di Montreal (Canada) pubblicata su 'Nature Medicine'. I ricercatori per testare l'importanza della proteina 'cicogna' nella gestazione hanno modificato geneticamente alcuni topi. Questi animali, privati della proteina, non erano più in grado di creare le condizioni uterine necessarie per iniziare e sostenere una gravidanza, un cambiamento che ha causato la formazione di placente difettose.

"Il deficit della proteina - avvertono gli scienziati - contribuisce anche al fallimento della gestazione nella donna. Per dimostrarlo abbiamo lavorato prima sui topi e successivamente sui tessuti umani. Crediamo sia prematuro però - precisano - proporre la proteina Lrh-1 come strumento diagnostico nelle biopsie uterine, ma stiamo lavorando sulla determinazione di un 'marker' del recettore della proteina attraverso il ciclo mestruale".

I ricercatori hanno anche esaminato se la terapia ormonale sostitutiva può ripristinare le normali funzioni uterine nei topi. "Il progesterone non ha fatto la differenza - avvertono - anche se la terapia ormonale ha consentito l'impianto degli embrioni, ma abbiamo notato dei problemi nel rivestimento dell'utero, la compromissione della placenta nella fase di formazione, un ritardo della crescita fetale e la morte del feto".

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